Interpellato da "La Stampa" (pag. 4 dell'edizione del 28/02/2014) l'ex (a questo punto) grillino Tacconi spiega con queste parole le sue dimissioni dal gruppo del Movimento 5 Stelle:
"
«Dopo l’espulsione dei colleghi non potevo fare diversamente. Il
documento che è costato la loro cacciata l’avevo sottoscritto anch’io».
[Che cosa diceva?]
«Che non eravamo d’accordo sul modo con cui Grillo aveva affrontato
Renzi. Che non era quello il mandato ricevuto dalla rete».
E dunque?
«E dunque abbiamo commesso il reato di lesa maestà. O, come ha detto
Currò nel corso dell’ultima assemblea, chi tocca Grillo muore»." [...]
"Mi
dimetto perché siamo diventati una setta di fanatici. Da noi è diventato
tutto opaco. A cominciare dal ruolo incomprensibile di Casaleggio, un
manovratore oscuro. Viene qui una settimana sì e una no, si chiude in
una stanza con i responsabili delle varie commissioni e detta la linea.
Mi chiedo a quale titolo lo faccia"
Nulla dinuovo per i nostri lettori. Chissà i grillini cosa diranno. Noi ce lo immaginiamo....
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