Sia chiaro, per quanto ci riguarda, Di Maio se ritiene siano state scritte falsità sul suo conto può fare ciò che vuole. Curioso però che la querela arrivi da un esponente di spicco del Movimento 5 Stelle. Si perché, sapete, internet è davvero un "posto meraviglioso", citando Grillo. Qui tutto rimane, e tutto può esser tirato fuori e ricordato all'occorrenza.
9 agosto 2009, blog di Beppe Grillo:
La querela per diffamazione è sopravvissuta a tutte le riforme sulla Giustizia, alla depenalizzazione del falso in bilancio, al lodo Alfano, alla separazione delle carriere, al bavaglio all'informazione. La querela serve al potere. La querela è un'arma da ricchi. Usata per intimidire. Per tappare la bocca. Per togliere i mezzi economici all'avversario. Spesso con la ricerca del pelo nell'uovo, come ad esempio un mancato virgolettato in una frase. La querela può essere penale o civile. Se va bene si infanga l'avversario e si porta a casa un piccolo tesoretto. Magari con la cessione del quinto dello stipendio di un povero diavolo.
Ma soprattutto:
Di solito si querela la verità, mai la menzogna. Di solito chi querela sono i politici e i rappresentanti delle cosiddette istituzioni, mai i cittadini. Di solito la querela viene usata in mancanza di altre argomentazioni per finire sui giornali di regime e fare la figura dell'innocente
"Di solito si querela la verità, mai la menzogna". Firmato: Beppe Grillo.
Ricordatelo a Luigi Di Maio.
@RebelEkonomist
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